*TENTATIVO DI RACCONTO STORICO-SOCIALE*

*PER LA SERIE = E’ VENUTO BENE MA HO SBAGLIATO LA CONSEGNA*

(doveva essere ambientato nella Anzio attuale…poi ti chiedono perchè rosichi…)

STORIA DI UN SOLDATO

 Mark mi ha svegliato, ansioso, quasi arrabbiato, ma non con me. Forse lo è perché stiamo per sbarcare, e lui è così pessimista che si aspetta di morire prima di scaricare. Fa sempre così. Dice sempre “Questa è la mia ultima missione, John” , ma non fa sul serio. Se venisse via suo padre lo ucciderebbe. In realtà, Mark, dopo la leva, ha continuato solo per lui. Il padre di Mark ha sempre preferito il fratello a lui, che è generale, e ora non è qui su questa stupida nave, come dice Mark. Poveretto, come potrebbe non essere pessimista? Lui ha una bella moglie, dei fratelli e delle sorelle, che lo aspettano, e lui forse non li rivedrà. Io non ho nessuno. Io posso essere ottimista, e rassicuro il mio amico, dicendo quello che faremo quando torneremo a casa. Lui sembra tranquillo ora, convinto dalle mie parole allegre e affettuose, vicine. Come potremmo fallire? I tedeschi hanno già visto la nostra flotta aerea, sanno quello di cui siamo capaci. E poi la loro linea di difesa non basterà a fermarci, la tecnica dello sbarco a cavallo della linea ha sempre funzionato, per noi. Kesselring farà la figura del babbeo. Ora sono le undici. Noi ci siamo imbarcati di giorno, e saranno dieci, forse undici ore che viaggiamo. Aprendo gli occhi mi sono reso conto che ero l’unico riuscito ad addormentarmi. Mark non si addormenta mai durante le missioni. Mai. Iniziano i bombardamenti su Anzio e Nettuno, dalle navi. Prima sembrava una notte calma, come tante altre notti, ma ora la baia si illumina di razzi e spari e cannonate. È mezzanotte passata. Mark ed io siamo seduti vicini, per un attimo le nostre spalle si toccano, e sento che trema. I bombardamenti continuano, e noi siamo tutti agitati, l’aria viziata della nave è carica di tensione. Ora sono quasi le due. Da uno scossone capiamo che la nave è approdata. In questo momento un messaggio cifrato lanciato da radio Londra annuncia: “Your aunt is ill and about to die!” è l’ora dello sbarco. Ora non riesco a capire se a tremare è Mark od io. Scendiamo dalla nave. L’acqua è fredda, quasi gelata, ci arriva alla vita. Provo una sensazione familiare. Da ragazzo, in America, attraversavo la stessa acqua gelata, ma allora con una canna da pesca, ora ho un bel fucile da guerra. Siamo in un boschetto, il bosco del Foglino, che ora è ridotto ad un ammasso di pini abbattuti. Arranchiamo nelle buche e nel fango, nella notte buia e profonda. Arrivano i primi tedeschi. Vogliono solo rallentarci. Mark deve essere ancora vicino a me, ho sentito la sua voce, e mi è parso di intravederlo nell’oscurità di questa notte maledetta. Superiamo i tedeschi, tutti salvi. Camminiamo ancora per quattro, cinque chilometri, e di tedeschi non ne vediamo. Abbiamo passato da un pezzo i ponti sul canale Mussolini e contiamo di arrivare a Roma a breve, sani e salvi. Le nostre speranze si spengono sotto gli spari dei tedeschi, che ci bloccano in un incessante attacco. Passiamo i giorni successivi a difenderci dai loro continui attacchi e a scavare trincee. Viviamo praticamente nel fango. In compenso abbiamo quasi ogni giorno carne fresca da mangiare. Tutta un’altra cosa rispetto alle C/rations. E’ il 31 gennaio, e noi non siamo ancora a Cisterna. Dopo qualche giorno di estenuanti attacchi e contrattacchi siamo praticamente barricati fra le nostre stesse trincee. I tedeschi, ora superiori a noi in numero e forze, ci attraccheranno presto. La tensione fa ora da padrona nei nostri accampamenti e nelle trincee: un soldato ha addirittura tentato di uccidere un ufficiale. E poi ora c’é l’”Anzio Annie”. È un cannone di grosso calibro piazzato su un treno che colpisce e rientra in una galleria sui colli Albani. La nostra flotta, che credevamo imbattibile, non è ancora riuscita ad individuare quell’aggeggio infernale. Ora l’unico obbiettivo dei tedeschi è ricacciarci in mare. Dopo qualche giorno riusciamo a fermarli nell’avanzata. Dovrebbe esserci un clima meno teso, rispetto a prima. Ma non è così: per me non ci sono problemi, sono ormai solo in questo mondo, ma gli altri no. Hanno una famiglia, che non ha loro notizie da poco dopo lo sbarco. Mark mi preoccupa: è assente, stanco, stremato dal solo pensiero che possano crederlo morto, a casa. Sembra malato. Dopo qualche tempo di apparente calma, ricominciò la nostra lenta avanzata, sotto attacco dei nemici. Ora siamo a marzo, ed ancora non a Roma. Ora non mangiamo più carne fresca, e anche le nostre odiose razioni scarseggiano. Cerchiamo di metterle da parte, se ci dovessero essere momenti più duri. Ma la nostra vita non è già dura abbastanza? Mark sembra stare sempre peggio. A volte mi chiede come lo trovo, ed io gli rispondo che ha l’aspetto di un soldato stanco per la guerra, con il mio solito sorriso di chi non prende la vita sul serio. In realtà sembra un uomo che si sta spegnendo. Oggi è il 10 marzo, Mark sembra sul punto di non farcela, ed io sento di non farcela più per molto. Seduto su un pezzo di legno, in una trincea, mi guardo intorno, vedo i miei compagni correre nel fango. Negli occhi di ragazzi e giovani uomini non c’è più la luce e la speranza di quando, nel lontano 22 gennaio, siamo sbarcati. Girano quei loro occhi di vetro e si guardano non più con solidarietà, ma con odio. Un odio che solo la guerra può trasmetterti. E io, stanco, stremato, affamato, pensando a Mark, afferro un pezzo di vetro da terra. Vedendo il mio riflesso mi sento morire: la barba lunga, i capelli senza forma, il viso scarno…i miei occhi lucenti si sono appannati. Mi sto spegnendo anche io.

Vi è piaciuto? Aspetto i vostri complimenti e le vostre critiche! Un bacio

(*°+._.+°*Micetta*°+._.+°*)

*TENTATIVO DI RACCONTO STORICO-SOCIALE*ultima modifica: 2008-02-04T14:45:00+00:00da admin
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2 pensieri su “*TENTATIVO DI RACCONTO STORICO-SOCIALE*

  1. sono rispuntata per la gioia di tutti !ele sei sopraumana!! mi sembrava di leggere un racconto di uno scrittore professionista!
    alessandra ha ragione:da dove vieni tu?!
    veramente belliximo senza parole,complimenti!!!

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